Hal Giasira consiglia

18 10 2007

E’ ai nastri di partenza la prima rubrica del blog: “Hal Giasira consiglia”, nata per una semplice ragione: i giovani d’oggi sono troppo addomesticati, hanno dimenticato il significato della parola andrenalina. Schiacciati tra dio, patria e famiglia, sono assolutamente incapaci di ribellarsi. I ribelli esistono ma il loro ruolo nel sistema è stato programmato dal sistema stesso, ragion per cui sono innocui. Come se non bastasse nascono quotidianamente fenomeni come l’emo (e altri già esistenti ben peggiori) il cui scopo è rendere flebile il sangue dei nostri figli. Noi non ne possiamo più. Dobbiamo impedire a questi giovinetti di passare le giornate scaricando suonerie per cellulari o inviando sms a mtv chiedendo di scambiare il numero con i fan di Britney. Dobbiamo insegnare la ribellione vera, quella che si paga col carcere a vita e l’espulsione dalla società. Quale maestro potevamo scegliere se non il migliore nel suo campo? Chi se non colui che terrorizza quotidianamente l’occidente col terrorismo? Che vuole cambiarci, in peggio ovviamente, assimilandoci come avrebbero fatto quegli alieni là, quelli di quel famoso telefilm, privandoci dei nostri valori e trasformandoci nel peggiore incubo di Oriana Fallaci? L’illustre opinionista Hal Giasira collaborerà con noi mensilmente: piazzando recensioni di film, libri, musica, qualunque cosa possa essere oggetto di una recensione ma che viene insabbiata dal sistema poichè troppo eversiva. Perchè il sistema, di ’sta roba qua, ha davvero paura.

 

(Hal Giasira fotografato per noi da Alì Rosarquawi)

System of a Down – Steal this Album!

I SOAD sono un gruppo arabo di presumibile origine turca, emigrati a Los Angeles ancora bambini ai sensi del cosidetto “progetto Dragonball”, approvato da Osama nel 1995: neonati (solitamente orfani spacciati per minoranze contestate come ebrei o armeni) vengono inviati in ogni parte dell’occidente per crescere come gli altri finquando, in età adulta, il loro cerebro risvegliato li induce a spargere dall’interno i germi della rivoluzione anarchico-mussulmana.
Steal this Album! è il terzo album del combo, spacciato come disco di scarti allo scopo di far passare sottogamba certi messaggi. La canzone in cui questi sono più evidenti è sicuramente Boom! (già dal nome intendiamo molte cose) il cui ritornello ricorda a noi tutti: everytime you drop the bomb you kill their god who’s surely wrong. Strali vengono lanciati contro la globalizzazione (modern globalization, righteous condamnation, is your necessary death) e il capitalismo (matador corporations’ puppeting your frustation with the blinding flag).
Segnalo anche canzoni come Chic’n’stu (letteralmente “figa e piccoli peni”, stu è per stub, appunto pene di dimensioni non sufficienti), schierata contro l’omosessualità: si parte dal rifiuto dell’organo genitale femminile (what a splendid pie! Pizza-pizza pie! Every minute, every second, buy buy buy buy buy!), rifiuto dipendente anche (ma non solo) dall’eccessiva esposizione del peccaminoso organo che produce assuefazione, per arrivare all’invocazione di evidenti figure falliche (pepperoni and green peppers, mushrooms, olives, chives). Alla fine però l’anti-climax ci porta a riflettere sulla degradata condizione dei gay: we need therapy si grida meccanicamente in una specie di cantilena, consci di aver perso la retta via e alla ricerca di redenzione. Si guarda con occhi lucidi agli psicologi dei decenni passati, quelli che avevano capito la natura patologica dell’omosessualità… e non parliamo di eoni fa, ma negli anni precedenti al 1973.
Evidenziamo anche canzoni come Fuck the System, Ego Brain (contro i soldati americani in Iraq: as I turn to sand you take me by the hand and proclaim that love preveals over all) e Streamline (contro le vittime innocenti degli attacchi suicidi: I wasn’t there for you, but goodbye).
Tutto ciò condito con il classico stile dei SOAD: canzoni brevi, melodia a palate, ritmi medio-orientali (appunto), accelerazioni violente, cantato folle e sopra le righe, divertimento. Tra l’altro il disco è un punto d’incontro ideale tra le opere precedenti e le successive: aggiunge quel tocco di melodia in più (rispetto ai primi lavori) che raggiungerà l’apice con gli ultimi Mezmerize e Hypnotize… non è un caso; per diffondere il messaggio eversivo si punta sulla melodia, grande acchialappiatrice d’audience e dischi di platino.


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2 risposte

20 10 2007
seneca29

Molto bella la foto di Hal fatta da Alì…

Talmente bella che direi che Alì è un po’ gay! ; )

20 10 2007
Speedwagon

Per favore non sbandieriamo informazioni private in giro! Prima che l’Ali’ fa un paio di telefonate a chi conta davvero e ci fa chiudere la baracca.

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