Sai già dove riporre quella palla, vero?

21 12 2007

Probabilmente oggigiorno la diffusione orizzontale della cultura e dell’informatizzazione permette con più facilità di trovare e unire valorosi fanz di [inserire qualunque cosa possa creare seguito] contro il Nemico Corruttore, essere etereo dai mille volti. E’ un comportamento normale perché definire l’altro da sé contribuisce a definire la propria identità. Purtroppo questo atteggiamento da branco può facilmente degenerare nel momento in cui si inquadra la propria nemesi: spesso si tratta di un Nemico Vivente, cioè di un altro circolo elitario effettivamente attivo; nella peggiore delle ipotesi abbiamo un Nemico Immaginifico, araldo di un qualche misterioso Complotto(TM).
Questo post verte su qualcosa che si trova a metà dell’asse i cui estremi sono rappresentati dai due tipi di Nemici. Parliamo di rugby e uomini nudi.

Si parla spesso della sportività del rugby dimenticando che questa deve essere ricercata specialmente nelle sue radici dilettantistiche: solo da pochi anni questo sport ha abbracciato il professionismo, anche se certe importanti realtà come l’Argentina preferiscono mantenere organizzazioni amatoriali – probabilmente per mancanza di dineros.
E’ intuibile come il timore dei rugbisti della prima ora sia incarnato nella Vile Pecunia Corruttrice. Fortunatamente la cosa non degenera perché per il fan medio il passato non è migliore del presente: maggiori introiti dalla pubblicità contribuiscono a rendere la disciplina più visibile e conosciuta… a meno che qualcuno rimpianga i tempi in cui seguiva il Cinque Nazioni aspettando i bollettini al telegrafo, ma ne dubito. La domanda di rugby aumenta e le televisioni cercano di offrire pacchetti in grado di soddisfarla e contemporaneamente avvicinare alla disciplina nuovi fanz.
Siamo lontani dal cieco fondamentalismo, insomma. La maggior parte dei fanz spera che i soldi non facciano troppi danni e ciò mi pare condivisibile.

Epperò.
Se c’è qualcosa che i fan del rugby sopportano a malapena, fino a sfociare davvero nel fondamentalismo d’elite, è il club Stade Francais. Niente di male nell’odiare i francesi, eh! Ma il motivo di tanto astio è l’appuntamento annuale col calendario Dieux de Stade, regalo di Natale ideale per le signorine. Dentro trovate i giocatori dello Stade Francais nudi, qualche foto la potete vedere qui attorno. Questo post può rendere l’idea di quanto tale prodotto sia apprezzato dai fanz nonostante il ricavato finisca in beneficenza.

questo è italiano

Due cose.

  • Mi fa ridere l’accusa di volgarità delle foto, nell’articolo si parla addirittura di squallore. Qual’è il problema? Che degli uomini tutto sommato bellocci (mi duole dirlo ma è la trista verità) partecipino seminudi ad un set fotografico o che si tratti di giocatori di rugby? Ci si scandalizza ancora per i calendari? Però le donne con le tette di fuori sul muro ci vogliono, eh! Guai a criticare quelle serie professioniste. Se il problema è che siano giocatori la cosa è ridicola dato che non hanno più o meno dignità di modelli o attori. E poi è per beneficenza, eh.
  • Il calendario vende un botto. Addirittura fu fatto vedere su E!, canale di gossip dove trasmettono classifiche stile “le 25 donne più belle del mondo”, nella categoria degli uomini più affascinanti… era mia sorella a guardare il programma, per la cronaca :-/. Comunque Calendario -> Visibilità -> Soldi, è lo stesso discorso di prima. Eventuali atteggiamenti da primadonna rompono le palle ok, ma George Best non era un santo e ci piace anche per questo… insomma, puoi tirartela se sai giocare, altrimenti i fanz e la squadra ti mandano a quel paese, non vedo il problema.

In realtà il Nemico è la commercializzazione, spauracchio di qualunque circolo fondamentalista che si rispetti, dall’ambiente metal-metal all’indie, dai collezionisti di calotte per lo spinterogeno ai fanz del wrestling indipendente. Nel nostro caso si temono forse i rialidi sciò sul rugby o le trasmissioni televisive buffonata (quelle le temo anch’io). Oppure non si riesce ad accettare di non appartenere più ad un’élite: il rugby acquista sempre più seguito. Ma prendersela per degli ominidi seminudi utilizzando certi toni mi pare un po’ eccessivo, ecco tutto.

E per una volta (ribadisco, una volta) accontentiamo anche le ragazze che capitano sul blog con qualche volgare e squallido estratto dalle calende francesi. Il resto su google o ebay.

pessimismo & fastidio

Azioni

Informazione

7 risposte

22 12 2007
Seneca29

Sei ghei.

22 12 2007
Speedwagon

Bisognava fare un post appetibile per le ragazze, poche ciance.

27 12 2007
Masque

oh… io non riesco a leggerlo questo post. appena appare mezzo palestrato, mi esce un “argh!” e nel giro di mezzo secondo ho già chiuso la finestra. :-D

3 01 2008
Speedwagon

E’ il post più letto in assoluto da quando mi sono trasferito su WordPress (1 dicembre) :P

13 01 2008
Averne di volgari cosi’ « Entropy isn’t what it used to be.

[...] questo bel post di Speedwagon, ho scoperto questo articolo sul calendario dei rugbisty francesi. Ora da un po’ di anni i [...]

14 01 2008
Annarella

@speedwagon: il mio post piu’ letto tratta di playmate del passato ;)

14 01 2008
Speedwagon

Bah, credo che ogni blog abbia i pervertiti come nucleo più corposo di visitatori… basta mettere da parte i post dedicati a certe tematiche e controllare i referrer per trovarne di improbabili legati all’area semantica del sesso :P

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