Fumetti, il sorpasso dei manga. Premetto che, come disse una volta un saggio utente d’usenet, non esiste l’equazione manga=bello e fumetti ameregani/altro=schifo o viceversa. Esistono i fumetti validi e gli obbrobri. Il corsivo è tratto dal Corriere.
> Il motivo di tanto successo? Intanto l’accoppiata sempre più stretta tra manga e televisione. Ai manga corrispondono gli anime (i cartoni animati). Una forma di mutuo soccorso che non ha niente a che fare con il conflitto di interessi, ma è una spinta eccezionale per le vendite.
Mah. Alla fine quasi tutti i supereroi ameregani hanno/avevano una propria serie a cartoni. Addirittura Batman aveva anche una versione futuristica. Certamente la correlazione tra manga e anime è più stretta, ma deriva da questioni quantitative: tra miliardi di produzioni ve ne saranno di molto simili così come di differenti. Mi viene in mente Excel Saga manga, diverso dall’anime. Così come i vecchi e violentissimi robottoni su carta (Mazinger e Getter) hanno pochissimo a che spartire con le versioni bambinesche televisive.
> Poi la differenziazione estrema: esistono manga per bambini, per ragazzi, per ragazze, per il pubblico adulto.
Anche nei fumetti occidentali è così, a meno che non vogliate far leggere il Punitore di Ellis ad una dodicenne e Mary Jane ad un quarantenne carcerato… la differenziazione non è una discriminante seria ma può spiegarci come mai la Marvel non riesce più a puntare oltre lo zoccolo duro dei fanz supereroistici: sono troppo imbalsamati su un genere (difatti la DC punta anche sui lettori maturi con la linea Vertigo). Al contrario certi ambienti, come quelli francesi, sono più aperti all’esplorazione di vari generi favorendo enormemente la produzione nazionale.
> E poi le storie. Prova a spiegarlo Igort, autore pluripremiato di fumetti. «Nel Sol Levante si crede alla storia e ai personaggi, più o meno come da noi si credeva a storia e personaggi all’epoca del feuilleton».
Secondo me non c’azzecca. I manga hanno successo proporzionato a quello delle graphic novel o dei fumetti seriali conclusivi, imo. Entrambi hanno una conclusione e sono gestiti dallo stesso team creativo, il che dovrebbe tendenzialmente omologare il livello qualitativo della serie e, prima o poi, porre fine all’erogazione di denari. La differenza di mentalità può certo essere un fattore importante su scala nazionale ma non spiega il successo mondiale.
> Ma non tutti si fanno affascinare dall’universo Manga. Sergio Bonelli, editore di Tex, Dylan Dog e compagni, giura che non vedremo mai una storia del ranger in stile nipponico.
Ottimo. Quand’è che non vedremo mai più una storia del ranger, invece?
> «I nostri lettori sono contenti così – attacca Bonelli -
Anche quelli che votano Berlusconi.
> e noi siamo felici sostenitori dell’antica tradizione. Ho un rifiuto estetico di fronte a quel disegno grottesco, semiorientale tipico dei manga.
Il tratto tipico dei manga non è poi così tipico, per es. i manga per ragazze (shojo) con temi d’amore non sono disegnati in modo grottesco. Ma forse Bonelli conosce soltanto Berserk.
E poi, semi-orientale? E io pensavo che fosse totalmente-orientale. Non vedo perché i giappi non debbano avere a cuore la loro antica tradizione. Ma forse qualcuno rosica perché i suoi fumetti faticano a trovare nuovo pubblico e non riescono ad uscire da quel mercato irrilevante chiamato Italia.
> Quindi, no, non vedrete mai Tex in stile manga». Tuttalpiù se Tex dovesse incontrare un personaggio manga, sfila la sua colt e gli spara.

VS.

[il titolo del post è preso dagli stupendi geniali incredibbbili episodi 3 e 4 della decima stagione di South Park, da vedere assolutamente! (anche se sfottono i Griffin)]
1- hai perfettamente ragione su tutto. Grande.
2- Bonelli parla senza sapere nulla dell’argomento…. Secondo me non ha mai nemmeno letto un manga. Avrà visto due episodi di Holly & Benji e via, poi ha lasciato perdere perchè era troppo complicato
3- BELLISSIMA la risposta in immagini all’ultima affermazione del bonello!!!