Oggi volevo spendere due parole su Ellen Page.
Probabilmente molti la riconoscono nella Kitty Pride del mediocre (anzi, proprio orrido) X-Men: The Last (speriamo) Stand.
La tipa però ha già interpretato qualche parte ben più rilevante in altre produzioni di ben altra qualità come Hard Candy e Juno. Per quest’ultimo film è stata pure candidata all’oscar come migliore attrice protagonista… cosa non da poco se consideriamo che lei è dell’87.

Ho visto Juno tempo fa con grandi pregiudizi poiché ne avevo letto l’elogio in un articolo di Giuliano Ferrara su Panorama. Questo perché il film tratta di una sedicenne rimasta incinta (il suo fidanzato si ritiene il Maestro del Coito Interrotto(TM), probabilmente. “Non c’è bisogno del preservativo, ci penso io.”) che decide di portare avanti la gravidanza per poi appioppare (legalmente) il neonato ad una coppia sterile.
A me ’sto film è piaciuto ma non troppo. Insomma, è buono, diretto bene, qualche battuta interessante, però… boh. Scorre veloce e si lascia guardare, questo sì. Ed è anche molto meglio di X-Men 3. Non digerisco l’ingenua filosofia pro-life degna della peggiore storia di Capitan America o Capitan Marvel, due tizi che su buoni sentimenti, vogliamoci bene e speranza per il futuro la sanno lunga. Non che io sia un abortista (!), ma se vogliamo parlare di qualcosa facciamolo con cognizione di causa, prese di posizioni forti e comprensibili. Juno invece prende la decisione così, per beata ingenuità, non si capisce bene perché; si badi che il problema non è la decisione di continuare la gravidanza, ma proprio la mancanza di una motivazione intellegibile (problema quindi che avremmo avuto anche se avesse deciso di abortire). Mi si dirà che la decisione non è il tema principale del film (che è la responsabilità in senso lato, credo) ma molti ci battono sopra in malafede – come il Ferrara – per cui è necessario dissipare tali mistificazioni propagandistiche: non è possibile utilizzare un film siffatto per dar risalto a quei valori. Quindi forse non era questo lo scopo degli autori e io sto insistendo a vanvera, magari sono stato plagiato dagli abortisti. E’ o non è un circolo vizioso? Non si può parlare di una cosa perché si finisce sempre per parteggiare per la fazione opposta agli occhi dell’osservatore superficiale (la larga maggioranza), il quale non potrà far altro che applicare l’equazione “critichi il film col bambinello? = abortista!”. Ma alla fine credo davvero che a finanziare la pellicola ci fosse qualche riccone pro-life, benché attori e compagnia – ovviamente – neghino.
In ogni caso la Page è a dir poco spettacolare. Ha carisma, c’è poco da fare. Sa recitare, sa muoversi, le espressioni facciali ci sono. Insomma, ritengo che il film vada visto per la sua interpretazione e per gli ottimi dialoghi. Però state lontani dalla versione italiana: il trailer è orribile, Ellen in lingua originale è su un altro pianeta.

Hard Candy è un film davvero molto buono. Un thriller abbastanza particolare e per certi versi disturbante. O almeno credo, dato che lo guardavo spalmando nutella sulle fette biscottate perdendo parte del coinvolgimento emotivo. Comunque parla di una quattordicenne che si fa adescare chattando su interdent con un malintenzionato. Epperò la bamboccia non è affatto ingenua e il malintenzionato non è chi ci si aspetta che sia. Il tema è scabroso e un pò imbarazzante – così come ogni taboo (=pedofilia) che si rispetti, del resto – e a volte si resta un pò disturbati nonostante la mancanza di scene visive forti: l’inquietante non visto è più efficace delle classiche scene da teen slasher (lunga vita a questo genere, comunque).
La trama e i colpi di scena reggono e riescono a sorprendere fino alla fine. Le 6,50 euro per cui l’ho comprato le vale tutte. Anche se credo che Elephant Man di Lynch, preso allo stesso prezzo, valga ancora di più… ma ancora devo vederlo. L’offerta è su play.com se a qualcuno interessa, sono dvd zona 2 (la nostra): quasi nessuno ha l’audio in italiano (c’è in Elephan Man) ma quasi tutti hanno i sottotitoli in inglese.
Tornando a noi anche qui la Ellen si comporta splendidamente nonostante i 18 anni (il film è del 2006), la scabrosità del tema e la profondita del suo non facile personaggio. Davvero convincente (anche troppo).
Insomma, lei è eccezionale sia nelle parti umoristiche che in quelle più drammatiche. E poi è anche carina. E sicuramente intelligente: tutte le donne di Hollywood lo sono, benché questo dato venga generalmente enfatizzato nella loro vecchiaia. Come accade per Sharon Stone, ad esempio. Sarà che la bellezza inizia a salutare e bisogna bilanciarla con altro? Ma almeno la Stone era bella ai suoi tempi, è dimostrato. Sull’intelligenza si mantiene qualche riserva. Magari ha un QI di 200, ma non ha fatto nulla per dimostrarlo. Non come ha fatto l’ambasciatrice Angelina Jolie, sostenitrice della guerra in Irak: i soldati ameregani devono restare lì per aiutare i bambini. Dichiarazione intelligente e intrisa di spirito critico; complimenti, avanti la prossima attrice intelligente.
Buona fortuna ad Ellen per la sua carriera e un augurio affinché non diventi improvvisamente intelligente raggiunta la mezz’età.
ipse dixit