Rottentomatoes è un sito su cui bazzico di tanto in tanto per avere informazioni sui film nella classifica ameregana e per fare qualche risata leggendo le recensioni. Fondamentalmente il sito è un agglomerato di scritti di cvitici cinematografyci d’America, i quali scrivono sui più disparati giornali cartacei o su importanti siti interdent.
Il cvitico stronca o promuove il film. Si prende in considerazione il totale delle recensioni e si applica una percentuale di gradimento. Ad esempio l’ultimo Iron Man è stato promosso a pieni voti, guadagnando un indice di gradimento del 94% basato su 170 recensioni, di cui solo 11 negative [dato del 6 Maggio].
Chi è pratico del sito rimarrà senza parole per quel 94%. Non che Iron Man non meriti giudizi positivi. Ma perché rottentomatoes è il luogo migliore dove NON andare quando si vogliono consigli sui filmz.
Facciamo qualche esempio di film trattati male o non troppo bene che a me son piaciuti tanto.
300 ha preso un 60% (tot recensioni 205. Negative 81).
The Prestige 75% (tot 177. Neg 44)
La maledizione della prima luna 79% (194. 41)
La casa dei 1000 corpi 16% (74. 62)
Sin City 77% (231. 54)
Transformers 57% (200. 86)
Eccetera eccetera.
Vi sono delle eccezioni, chiaramente. Tipo Spiderman con un 90% o certi classici come Terminator con un bel 100% – benché le recensioni tenute in considerazione per i classici siano molto poche; per dire Halloween ha un 90% basato su sole 41 recensioni, di cui 4 negative.
La bellezza del sito è che possiamo leggere qualche riga sui giudizi dei cvitici ed eventualmente l’intera recensione. E capiamo che molti di questi tizi, profumatamente pagati da famose riviste, sono gran cialtroni.
Per dire, prendiamo 300. Un tizio che scrive sul Guardian (rivista britannica) dice, stroncando il film:
Apart from anything else, the idea of America having the Spartans’ underdog status is not plausible.
Chiaro? A parte tutto il resto, cioè a parte il film che è quello che conta, l’idea che gli americani siano sfavoriti in guerra come gli spartani non è accettabile. Ah-ah.
Kyle Smith scrive sul New York Post (mica cazzi) e stronca dicendo:
Keeping in mind Slate’s Mickey Kaus’ Hitler Rule — never compare anything to Hitler — it isn’t a stretch to imagine Adolf’s boys at a 300 screening, heil-fiving each other throughout and then lining up to see it again.
Implicitamente dando dei nazisti agli spartani veri, dato che in effetti non erano poi tanto diversi per atteggiamento rispetto a quelli del film. Si potrebbe dire che forse un po’ nazisti lo erano davvero, ma un giudizio simile è storicamente inaccettabile. Al contrario, chiunque sia minimamente raziocinante può dire che Kyle Smith sta dicendo cazzate non adatte allo scopo che si prefigge, cioè recensire un film.
Il problema non è che il film sia stato stroncato. La noia è comprensibile e accettabile. Il tipo che crea sovrastrutture inesistenti invece non è giustificabile e non dovrebbe essere pagato per scrivere le sue scemenze.
Se ammettiamo che il cinema sia arte, se ammettiamo che un critico d’arte debba avere una conoscenza contestuale alla tecnica utilizzata per l’opera d’arte (deve conoscere il periodo storico in cui Guernica è stato dipinto, ad esempio), allora dobbiamo ammettere che il critico cinematografico debba avere una conoscenza simile. Si dirà che non è possibile stare appresso a tutti i film se si deve approfondire il contesto, e che certi film non necessitano di interpretazioni particolari perché prodotti di puro intrattenimento. Ma allora che il giudizio sia del tipo “è noioso; divertente; fa riflettere; la trama non è consistente” eccetera, lasciando da parte interpretazioni storico-sociali fuori luogo e fondamentalmente errate. Come ad esempio le recensioni che accusano Fight Club di fascismo, quando invece ci sarebbe ben altro da dire su quel film investigando a più livelli (politico, criminologico, individuale, sociale).
Se poi nel privato ci si lancia in idiozie sovrastrutturanti non c’è problema. Ma se il tuo scopo è informare e vieni pure pagato per farlo allora darsi una regolata mi pare un imperativo morale.
Ma se sono co#lioni c’è poco da fare, no?
Ecco perchè io nonostante conosca quel sito non ci vado MAI
Quel sito è ottimo perché i critici NON ci scrivono sopra, scrivono invece su riviste di vario tipo (come se scrivessero sui nostri quotidiani e settimanali) e quindi rottentomatoes permette una visione globale del pensiero della critica. E difatti il discorso puntava sui critici cinematografici in genere, non certo sul sito, che è solo un contenitore.
sì, l’ho capito.
E tu hai capito che non ci vado? : P