Celentano, vergogna.

17 07 2008

Celentano mi piaceva quando faceva il cantante e l’attore. Mi stava simpatico. Poi è finito in tv a fare lo sciòmen e il saggio. Da allora mi è stato antipatico. Può la spocchia pseudo-intellettuale far cambiare radicalmente l’opinione su qualcuno? Certo, anzi la spocchia è una delle ragioni principali per cui qualcuno suscita antipatia.

Comunque. Non pago, anni fa, di aver affrontato il tema del trapianto d’organi e del silenzio-assenso in modo superficiale e a dir poco vergognoso, liquidandolo con una triste battutina da due soldi, il saggio ritorna a sparlare di questioni su cui dovrebbe tenere la bocca ben chiusa. Manda una lettera al Corriere. Riguarda il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma vegetativo irreversibile, e della sentenza della Cassazione che permette lo stop dell’alimentazione forzata. Non voglio esprimermi sulla decisione concreta ma sulla lettera che, devo ammetterlo, m’ha fatto incazzare.

È chiaro che, per quanto mi riguarda, essendo un credente, nel senso che do per scontato che il nostro, qui sulla terra, nel bene e nel male, non sia che un misero microscopico passaggio in confronto a quella che sarà la vera Vita! Quella vita che Dio ci ha preservato nell’eterna Bellezza.

A parte che non capisco il riferimento all’eterna Bellezza, ma la prima proposizione non ha alcun senso. Se uno manda una lettera ad un giornale, con lo scopo di farla leggere al padre della ragazza, potrebbe controllarla un paio di volte per evitare simili errori di costruzione.

E se poi penso alle parole di Gesù quando disse che «l’uomo non è padrone neanche di uno solo dei capelli che porta in testa», non posso che essere d’accordo con chi la difende, la vita.

Io non sono d’accordo con Gesù. E comunque non bisogna essere degli apostoli per difendere la vita.

Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d’animo, signor Englaro, che le bottiglie d’acqua in piazza del Duomo aumentino.

Le bottiglie d’acqua di cui parla vengono piazzate al Duomo di Milano dai pro-life, per far cambiare idea al signor Englaro.

Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un’altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore.

C’è una e una sola alternativa al nostro non avere dubbi: il suo non avere dubbi. Andrei al Duomo a piazzare una bottiglia, cosicché aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori l’impossibilità di un’altra vita oltre quella terrena. O la possibilità di un’altra vita ancora, non fatta di gioco e Amore, ma d’altro. Possiamo inventarcene a miliardi, sarebbero tutte vite probabili.

E allora, come padre, mi domando: forse Eluana vuol dirmi di non prendere in considerazione ciò che mi chiese in un momento di spensierata giovinezza?

Ma come ti permetti di dire una cosa simile? Come osi insinuare tale dubbio? Su che base poi? Cosa significa “vuol dirmi”? Come? Simbolicamente attraverso i tizi che mettono le bottigliette per strada? Apparendo nei sogni? Non si sa. Lo scopo però è chiaro: suscitare nel padre (quello vero) un senso di colpa. Bello pesante. Attento, dice Celentano… vorrai mica farla fuori? Lei non vuole, del resto non senti quel che ha da dirti?

Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?… E se, contrariamente all’apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste?

Non pago degli abissi di meschinità raggiunti con la domanda precedente, il Nostro guru scava ancora più a fondo, reinventando la religione. Introduce una fase di stand-by: non si è né vivi né morti. Si vede l’agognata meta. Forse non si soffre. Magari si è sereni (=si prova piacere). Celentano non spiega però in che modo l’interruzione dell’alimentazione possa nuocere al raggiungimento della meta. Non dovrebbe essere il contrario? Non si dovrebbe finalmente raggiungere la vita celeste?

O forse, chissà, di un ritorno a questa, di vita?…

Ecco, bisognava ficcare la reincarnazione da qualche parte. Purtroppo temo che Gesù non approverebbe.

Certo mi rendo conto che è facile parlare per chi è al di fuori della tragedia, e io mi scuso per questo, signor Englaro. Ma la mia vuole essere in qualche modo una parola di aiuto, per chi si trovasse nella sua situazione. A volte i miracoli succedono proprio quando meno te l’aspetti. Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli. Si dice che la fede è un dono. Perché solo attraverso la fede succedono le cose più grandiose, e io dirò una preghiera per lei.

La beffa finale. Ci vuole il miracolo. Il padre deve essere convertito e la ragazza verrà salvata. Preghiamo.

Una mitragliata di cazzate. Ok, non c’è problema, le diciamo tutti, a volte ci divertiamo pure. Ma non in casi talmente delicati e specialmente quando ti rivolgi direttamente ad un familiare coinvolto nella vicenda.

Un poveruomo passa gli anni a chiedersi per quale ragione un Dio dovrebbe tenere una ragazza in stato vegetativo, facendole vivere una non-vita. Si chiede perché. Di certo questa condizione non le serve da esempio, non può imparare niente. Può servire a mettere alla prova la fede della sua famiglia, certo… dai tempi del catechismo ci dicono che le cose brutte servono a mettere alla prova la fede della gente, magari questo è uno di quei casi. Peccato che ci vada di mezzo un’innocente, ma del resto a Iavè che gliene frega? Deve avere la prova provata, malgrado l’onniscienza e gli innocenti.

Un poveruomo magari si lamenta che Dio l’ha abbandonato, e forse non ha tutti i torti. Vede che Celentano gli scrive una lettera per spingerlo a ripensarci. La legge, pensando di trovarci qualcosa che il prete del suo paese gli avrà già detto mille volte, una parola di conforto o, perché no? magari una nuova ragione che lo convinca a tornare sui suoi passi. Invece scopre che sua figlia cerca di dirgli che sta bene intubata, è serena perché vede da lontano la vita celeste e vuole raggiungerla con una morte naturale. E poi l’ammonizione: attento! se TU smetterai di alimentarla, chissà cosa succederà all’anima di LEI!

Qualcuno dirà che la religione non è logica, ma mistero. Ma un Dio che agisce in questo modo, se esiste, ha gravi problemi. E se ci si impunta su etica e morale allora forse converrebbe dissociarvisi, da questo Dio.

Come dovrebbe dire il saggio, quello vero, sui muri di Genova… Celentano, vergogna.


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2 risposte

17 07 2008
blumfeld

Mi piacerebbe argomentare perché sono completamente d’accordo con te… ma alla fine ogni volta che ci provo ripenso alle parole della lettera e provo qualcosa che si potrebbe definire “schifo”. Spiacente, ma ti dovrai accontentare di una semplice espressione di (dis)gusto: Celentano mi fa ribrezzo.

17 07 2008
Seneca29

Grande Speedwagon!

A me celentano NON piaceva quando faceva il cantante attore, mi stava sulle palle da morire quando faceva lo sciòmen e mi era totalmente insopportabile quando si fingeva saggio.

E ora leggo tutte ’ste mer#ate che ha scritto (se avessero pubblicato sul corriere della sera il tuo post peggiore, quello che poi hai cancellato una volta passata la sbornia, sarebbe stato meno vergognoso) e sono d’accordo con te, praticamente su tutto.

Una cosa che non sopporto è quando le persone usano a sproposito le parole di Gesù per corroborare il loro farneticamento del ca##o. (Però ho capito PERCHE’ Gesù è risorto: per non rivoltarsi nella tomba come una trottola)

Tornando a Celentano, mentre le parole “vecchio rincog#ionito” rimbalzano più e più volte nella mia mente, mi contengo, e ti dico cosa ne penso ora:
(ito-vecchio rincog#ionito-vecchio rincog#ionito- vecchiorincog#iontio-ve)

MI FA SCHIFO.

applausi,

grazie.

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