Due parole sulla questione “i comunisti votano Lega Nord perché Bossi & Borgherzio difendono i proletari”.

Leggo in giro come all’epoca la base del PCI non fosse troppo diversa da chi oggi vota Lega Nord. Cioè operai e contadini spaventati non tanto dall’immigrato, ma da alcune conseguenze economiche dell’immigrazione: aumento del lavoro in nero e basso costo per i nuovi arrivati, tempi duri per gli indigeni. Dopo il fallimento della sinistra (o di quell’entità che ne ha fatto le veci negli ultimi vent’anni) l’approdo dei vecchi comunisti al carroccio non dovrebbe essere così sorprendente.
Questo ragionamento confonde pericolosamente la discriminazione dovuta a questioni di sopravvivenza economica con la discriminazione razziale. Nel primo caso abbiamo una paura giustificata dall’arrivo di un’ondata di individui che possono provocare un danno effettivo: il lavoro in nero è illegale e danneggia il disoccupato. Nel secondo caso non c’è alcun danno, solo pura disumanità: si odia l’immigrato marocchino perché marocchino.
Non mi risulta che i vertici del PCI utilizzassero metodi razzisti. L’eventuale incazzatura della base nei confronti dei terroni forse non era dovuta al loro essere meridionali, quanto ad un comprensibile istinto di sopravvivenza e un po’ di ignoranza. Se il problema era che i meridionali fossero meridionali stiamo parlando di una base razzista disinnescata dal vertice. I deficienti sono ovunque, del resto.
Con la lega il discorso è diverso. La Lega Nord è un ripugnante partito nazionalista che utilizza una forma di propaganda incontrovertibilmente razzista e mistificante per raccattare voti e garantire ai soliti pagliacci, saltimbanchi, cugini e puttane un tenore di vita che non meritano. Senza nessuna distinzione il suo elettore è coglione o pericolosamente ingenuo, il vertice è formato da coglioni pericolosi (niente affatto ingenui) che aizzano e cavalcano l’idioza dei propri sostenitori. I metodi politici di questa combriccola non possono giustificare nessun tipo di lotta, neppure dallo scopo condivisibile.
I sub-proletari di oggi votano Bossi turandosi il naso ma sapendo di votare un gruppo di squallidi xenofobi ciarlatani? Si meritano la loro vita di merda.
La situazione è piu complicata di cosi. non è l’ondata di immgrati che crea il lavoro a nero, dato che non è nell’interesse di nessun lavoratore indigeno o immigrato, lavorare a nero, ma a causa della situazione economica e a causa della discriminazione razziale molti non ottengono lavori in regola e quindi accettano cio che gli viene offerto ovvero lavori a nero. Perchè l’immigrato come l’indigeno, in se sceglierebbe un lavoro in regola dove ottiene diritti e assicurazioni inceve di un lavoro a nero senza diritti e se capitasse qul sul posto di lavoro sono problemi suoi. Il problema della discriminazione razziale non è basato su un odio da parte di un’Italiano verso un immigrato disonesto, ma verso l’immigrato in quanto immigrato o verso gli immigrati in generale perche si pensa che questi siano tutti disonesti. Tutti gli immigrati sono disonesti, tutti i Siciliani sono mafiosi ecc.
Queste generalizzazioni sono cio che crea pregiudizi negativ o romanicizzazioni di gruppi etnici e che porta a discriminazione. Che poi io che sono Svedese Siciliano, immigrato, emigrato e tante altre cose, cosa sono? A casa onesto lavoro in regola all’estero invece voglio rubare, lavorare a nero e che altro? Che poi all’estero a casa, dove sono, l’unione europea investe centinaia di migliardi (e vi posso anche far vedere come e dove) per creare il cittadino europeo invece del cittadino italiano, svedese, rumeno, tedesco ecc., tra qualche generazione saremo si italiani, locali ma sopratutto europei, allora, chi sono gli immigrati?
Non ho mai detto che l’immigrazione crea il lavoro in nero, né che l’immigrato è l’unico ad essere costretto a lavorare in questo modo o che non riesca a trovare altra fonte legale di reddito. Il lavoro in nero è stato citato perché contenuto nell’articolo che mi ha spinto a pubblicare questo post. Articolo che trovi qui, se ti interessa.
“il vertice è formato da coglioni pericolosi (niente affatto ingenui) che aizzano e cavalcano l’idioza dei propri sostenitori. I metodi politici di questa combriccola non possono giustificare nessun tipo di lotta, neppure dallo scopo condivisibile.”
Amen. Peraltro, la giustificazione più in voga (mostrare di essere razzisti tout-court non è “in” da un bel po’) usata dai legaioli per le loro frasi becere è, di solito, “non siamo mica xenofobi o terronofobi, ma è che il lavoro non c’è, e la clandestinità, e la sicurezza bla bla bla”. Eppure sappiamo tutti – e lo vediamo ai comizi – che la pensano in modo diverso. E il loro pensiero già contamina l’aria, con i bambini che si sentono sempre più legittimati a dire al compagno napoletano “che puzza” (del resto, lo dicono anche i politici!), con le richieste di mandare via i presidi terroni (non saranno mica clandestini anche loro?) e così via.
L’affermare “poveri piccoli operai del nord, io li capisco se sbagliano” significa volersi porre su un piedistallo e assumere un atteggiamento paternalistico.
D’accordo. Aggiungo che a mio parere si realizza una “contaminazione dell’aria” anche perché la giustificazione che indichi viene utilizzata non solo dalla lega, ma dagli alleati politici e dai media, i quali liquidano gli atteggiamenti xenofobi come il classico teatrino di Bossi “che non deve essere preso troppo sul serio”.