C’è amore per tutti

15 10 2009

Ho dedicato circa una ventina di ascolti a Liebe ist für alle da dei Rammstein e credo di poter dare un primo giudizio: molto buono. Vedremo come resisterà alla prova del tempo, ma sono fiducioso.

Rammlied (Rammcanzone). Buona, forse un po’ troppo sempliciotta. Stilisticamente riassume il disco: potenza, poca orecchiabilità, atmosfera cupa, ritorno a sonorità passate (Herzeleid, Sehnsucht).

Ich Tu Dir Weh (Ti faccio male). Un miscuglio tra Mein Teil e Dalai Lama, poteva stare bene su Rosenrot. Non mi convince del tutto, complice un ritornello inutilmente pomposo e un riff che è la versione rallentata di The River Dragon Has Come dei Nevermore. Quel mostro di Till tiene in piedi la baracca da solo. Cresce con gli ascolti.

Waidmanns Heil (Salute al cacciatore). I primi due secondi fanno presagire le peggio cose, ma la canzone decolla immediatamente. È una delle più interessanti dell’album: gran tiro e un Till cattivissimo. Davvero bello il ritornello da osteria.

Haifisch (Squalo). Sembra un omaggio ai Depeche Mode ed è anche la traccia più melodica e orecchiabile fino a questo punto. Anche questa cresce con gli ascolti: la considero una delle migliori dell’album.

B********. Insopportabile. Il riff e Till sono ok, il resto non va: troppo ripetitiva e noiosa. Il ritornello poi fa venire le emorroidi.

Frühling in Paris (Primavera a Parigi). Un lento potente e non originalissimo ma condito da un ritornello che mi scioglie ad ogni ascolto, tipo che sono romantico e regalo fiori e ceno a lume di candela e guardo le stelle con sguardo sognante, tutto in totale solitudine.

Wiener Blut (Sangue viennese). Una martellata devastante, inquietante, malata, perversa, spaventosa, cupa, cattiva, claustrofobica. Till si esibisce in una delle sue miglior performance di sempre. Il pezzo è basato sul triste e mostruoso caso Fritzl.

Pussy (Gattino). Singolo di gran successo, il primo della storia dei R+ a debuttare al vertice delle classifiche crucche. Traccia un po’ sempliciotta ma ascoltabilissima, mi diverte molto. Stona un po’ con l’atmosfera cupa dell’album (sembra una canzone per Natale) soprattutto se consideriamo che è preceduta da Wiener Blut. Io l’avrei messa per ultima, come bonus track.

Liebe ist für alle da (Se ci riesce Berlusconi con un po’ di fortuna possiamo farcela tutti). Sembra un out-take da Herzeleid con la produzione moderna. Ci troviamo impatto, potenza e l’unico assolo del lotto. Promossa con lode.

Mehr (Ancora). Il mio pezzo preferito: gran riff, gran Till, clamoroso break in crescendo, simpatiche tastierine alla Depeche Mode. Lo propongo come secondo singolo.

Roter Sand (Sabbia rossa). Si può, con un semplice blin blin di chitarra, produrre un piccolo capolavoro? Eccerto, eccone uno. Mi piace tantissimo, complice il testo che tratta di un malinconico duello a pistolettate finito male.

Ricapitolando: ritorno al passato (con qualche sporadica scoria da Rosenrot), aumento di potenza, impatto, cattiveria (musicale e soprattutto lirica), diminuizione dell’orecchiabilità (non fatevi ingannare dal singolo). Ci vuole un po’ per assimilarlo e probabilmente crescerà con gli ascolti.

Pubblicità progresso: oltre all’edizione normale è in vendita una Special Edition con cinque bonus track (tre inediti scartati e due remix di Roter Sand). Ovviamente è la versione che mi invieranno gli amici da Jersey. Se comprate da iTunes e prenotate entro due ore (ahaahaha!) avrete in omaggio un remix di Rammlied gentilmente prodotto dai Machine Head (o dal solo Robb Flynn, ma è lo stesso). C’è anche un’edizione ultraspeciale, ultracostosa e ultralimitata composta da manette, lubrificante, sei dildo e la Special Edition, il tutto in un’elegante valigetta d’alluminio. Vualà:

Amore per tutti

Amore per tutti

È troppo anche per me che ho speso 60 euro su eBay per la Tour Edition di Mutter e 30 euro per l’edizione giapponese di Reise Reise, quella con la copertina di Rosenrot.

Cover classica ed elegante

Cover classica ed elegante





Luke è un ateo devoto

3 10 2009

Questa cosa mi frulla per la testa da qualche settimana e finamente mi son deciso a parlarne (nonostante l’inutilità della questione): la saga di Star Wars è anticlericale. Vediamo perché.

Abbiamo capito tutti chi sia lo Jedi che “ritorna” nel sesto film, giusto? Si tratta di Anakin, colui che porterà equilibrio nella Forza (Luke non ha mai completato l’addestramento per diventare prete). Come si conclude la saga? Darth Vader uccide l’imperatore per poi morire a sua volta. Durante il duello finale abbiamo l’unico Jedi vivente (Anakin) e l’unico Sith vivente (Darth Sidious). Come fa Anakin a riportare l’equilibrio? Eliminando l’unico Sith in vita e lasciandoci le penne: di conseguenza sia Jedi che Sith scompaiono dal cosmo. L’equilibrio nella Forza è un universo senza preti.

Come se non bastasse risulta evidente come l’Impero sia stato instaurato grazie all’inettitudine del consiglio Jedi: nessuno percepisce il lato oscuro in Palpatine nonostante il cancelliere sia sempre lì in bella vista così come nessuno si accorge dei vari magheggi, di Darth Maul, Dooku e della produzione dell’esercito di cloni. La decadenza e l’arroganza dell’ordine sono talmente evidenti che persino Yoda si piange addosso.

Altre due cose. Gli Jedi non possono sposarsi, ragion per cui Anakin decide di vivere la sua relazione sentimentale in segreto, con tutta l’ansia che questa situazione può creargli. Inoltre gli Jedi influiscono pesantemente sull’attività del senato con la scusa di vigilare senza percepire il reale potere del cancelliere (toh, vi ricorda qualcosa?).

Giuliano Ferrara potrebbe dire che la Forza esiste e i Jedi sanno utilizzarla mentre gli altri no; vero, ma ciò peggiora la situazione perché i preti non riescono più ad utilizzarla efficientemente, tant’è che per tutta la saga i Sith sono mediamente più potenti. Altra obiezione: i buoni alla fin fine sono i preti; vero anche questo, ma fanno parte di quell’ingranaggio stagnante che ha portato la galassia alla rovina. E i più saggi sono persino malvisti dal consiglio (cfr. Qui-Gon, il primo che riesce a rendersi immortale e ad insegnare la tecnica a Yoda!).

George Lucas un involontario e più subdolo Philip Pullman? Boh, resta il fatto che a me gli episodi due e tre piacciono quanto la vecchia trilogia.

Natalie Portman

Natalie Portman





I can’t get laid in Germany

16 09 2009

Qui potete vedere il video di Pussy, primo singolo tratto da Liebe ist fur alle da, il nuovo album dei Rammstein in uscita ad ottobre. Contiene scene di sesso esplicito (!).





War Pigs Punk Cabaret

26 07 2009

War Pigs coverizzata dai Dresden Dolls, uno dei miei gruppi preferiti in assoluto.





All your base are belong to us

20 07 2009

What happen? Somebody set up us the bomb. Ho già parlato dell’esperimento Magners (Celtic) League e delle relative polemiche. Sabato scorso è esplosa un’altra bomba: il Benetton Treviso, portabandiera del rugby italiano, è stato scartato in favore di Aironi e Praetorianz. Il problema è la solidità del progetto ma sicuramente ci saranno sotto magheggi politici e congiure orchestrate dal dottor Hell.

You have no chance to survive make your time. Il massimo campionato italiano (Super 10) è strutturato in maniera semi-professionistica e il bacino d’utenza è limitato a poche zone (Veneto, bassa Lombardia, Parma e Roma): il 90% della popolazione non è al corrente che esista un qualcosa chiamato Super 10 o che vi partecipi una squadra chiamata Benetton Treviso. Il Veneto inoltre ha ostentato disinteresse nel progetto Celtic League e solo il Benetton, con l’arroganza tipica del guercio tra i ciechi, si è fatto avanti scegliendo di correre da solo(TM) come club invece di creare una franchigia (come richiesto dalla FIR). I svpporterz insorgono per l’esclusione mettendo in gioco Storia, Tradizione, Qualità ed Esperienza. A mio parere il problema è che si reagisce ad una situazione tipica del professionismo utilizzando un sistema di valori tipico del dilettantismo. Bisognerebbe invece prendere in considerazione Capitale, Organizzazione e Marketing.

Per esempio, il discorso “senza i tifosi del Veneto nessuno andrà a vedere le partite” secondo me non è sussistente perché non tiene in considerazione l’apparato pubblicitario che deve muoversi per attrarre il nuovo pubblico. La pubblicità può non bastare, certo: nulla nega che agli italiani il rugby possa non piacere, ma questo lo scopriremo soltanto dopo aver messo in moto il nuovo ingranaggio.

Ci tengo a sottolineare come il mio non sia un giudizio sui due sistemi di valori ma un invito a ragionare con le categorie richieste dal nuovo contesto.

For great justice. Il rugby d’elite oggi è professionistico: se si vuole restare al livello delle grandi bisogna ragionare come loro. Abbattere l’edificio Tradizione per costruire il grattacielo Professionismo potrebbe creare una nuova tradizione. Questo sì è un giudizio di valore; l’unica cosa di cui sono sicuro è che il sistema rugbistico italiano attuale non è abbastanza efficiente per competere con le grandi. Purtroppo non sono in grado di capire se la nuova strada sia quella giusta.

Katy Perry

Katy Perry





Dredd!!

27 06 2009

Mai parlare di argomenti di cui non si ha una conoscenza completa! Se si dovesse malauguratamente decidere di imbarcarsi per quest’ardua impresa bisognerebbe abbandonare la spocchia e armarsi di una sana dose di umiltà e curiosità. Nei commenti ad un post di Uriel, nel thread generato da danmunty, si trovano una serie di gravi inesattezze spacciate come verità con l’atteggiamento tipico dell’intellettuale scafato che insegna ai sudici plebei. Qualunque studente di giurisprudenza sarebbe in grado di smontare quelle affermazioni, basta aver studiato diritto costituzionale e istituzioni di diritto romano.

Tra l’altro è la seconda volta che mi trovo a parlare di questo stesso argomento.

Le tesi sostenute nei commenti sono:

  1. la costituzione italiana “si limita ad illustrare dei principi”;
  2. i giudici non devono attuare la costituzione, bensì occuparsi delle leggi ordinarie;
  3. i giudici non devono giudicare secondo “senso comune”;
  4. il nostro ordinamento, basato sul civil law anziché sul common law, non lascia spazio all’interpretazione perché la legge si applica “nei modi previsti e nei casi previsti”.

È tutto inesatto.

  1. La costituzione ha carattere precettivo: è una legge e come tale fornisce delle regole che devono essere rispettate ed applicate.
  2. I giudici devono applicare la legge, quindi anche la costituzione (è un assioma). Non sono affatto limitati alle leggi ordinarie.
  3. I giudici, in casi determinati dalla legge, possono giudicare secondo equità o usi.
  4. La legge può essere interpretata. Ripropongo lo stesso esempio fatto in passato: “in campo di diritto sindacale si applica una norma corporativa fascista alla situazione attuale per colmare i vuoti legislativi (artt. 2077 e 1339 cc, utilizzati oggi congiuntamente per regolare questioni di efficacia oggettiva dei contratti collettivi); l’intento originario della norma viene piegato verso nuove necessità”. Persino ai tempi del diritto romano i giuristi prendevano norme vecchie di secoli e le re-interpretavano (spesso storpiandole totalmente) per adattarle ai mutamenti della società nonostante fossero norme codificate.

Queste cose, lo ripeto, sono pane quotidiano di chiunque abbia preso in mano un libro di diritto costituzionale o istituzioni di diritto romano. Sono conoscenze specifiche che non possono essere oggetto di discussioni da bar in cui, come se non bastasse l’ignoranza, ci si pone con la stessa fastidiosissima arroganza (condita persino da prese per il cvlo!) che quello stesso blog intravede e critica nella sinistra italiana.

Mary Elizabeth Winstead

Mary Elizabeth Winstead





Una bella Lega

22 06 2009

Due parole sulla questione “i comunisti votano Lega Nord perché Bossi & Borgherzio difendono i proletari”.

Leggo in giro come all’epoca la base del PCI non fosse troppo diversa da chi oggi vota Lega Nord. Cioè operai e contadini spaventati non tanto dall’immigrato, ma da alcune conseguenze economiche dell’immigrazione: aumento del lavoro in nero e basso costo per i nuovi arrivati, tempi duri per gli indigeni. Dopo il fallimento della sinistra (o di quell’entità che ne ha fatto le veci negli ultimi vent’anni) l’approdo dei vecchi comunisti al carroccio non dovrebbe essere così sorprendente.

Questo ragionamento confonde pericolosamente la discriminazione dovuta a questioni di sopravvivenza economica con la discriminazione razziale. Nel primo caso abbiamo una paura giustificata dall’arrivo di un’ondata di individui che possono provocare un danno effettivo: il lavoro in nero è illegale e danneggia il disoccupato. Nel secondo caso non c’è alcun danno, solo pura disumanità: si odia l’immigrato marocchino perché marocchino.

Non mi risulta che i vertici del PCI utilizzassero metodi razzisti. L’eventuale incazzatura della base nei confronti dei terroni forse non era dovuta al loro essere meridionali, quanto ad un comprensibile istinto di sopravvivenza e un po’ di ignoranza. Se il problema era che i meridionali fossero meridionali stiamo parlando di una base razzista disinnescata dal vertice. I deficienti sono ovunque, del resto.

Con la lega il discorso è diverso. La Lega Nord è  un ripugnante partito nazionalista che utilizza una forma di propaganda incontrovertibilmente razzista e mistificante per raccattare voti e garantire ai soliti pagliacci, saltimbanchi, cugini e puttane un tenore di vita che non meritano. Senza nessuna distinzione il suo elettore è coglione o pericolosamente ingenuo, il vertice è formato da coglioni pericolosi (niente affatto ingenui) che aizzano e cavalcano l’idioza dei propri sostenitori. I metodi politici di questa combriccola non possono giustificare nessun tipo di lotta, neppure dallo scopo condivisibile.

I sub-proletari di oggi votano Bossi turandosi il naso ma sapendo di votare un gruppo di squallidi xenofobi ciarlatani? Si meritano la loro vita di merda.