Dagli antipodi

30 03 2011

A gennaio è uscito il secondo album da solista di Amanda Palmer, cantante e pianista dei mai troppo lodati [The] Dresden Dolls. La nuova uscita, Amanda Palmer Goes Down Under, è una collezione di inediti registrati dal vivo in Australia e Nuova Zelanda. Le canzoni si discostano dal precedente e sofisticato Who Killed Amanda Palmer? per riavvicinarsi al classico stile dei Dolls. Si notano due pezzi suonate con l’ukulele e uno un po’ fuoriposto (il simpatico  singolo). E manca la batteria.

Il disco può essere ascoltato in streaming ed acquistato a questo indirizzo. È possibile acquistarlo in formato digitale scaricando vari formati (incluso il FLAC) lasciando in cambio il prezzo che si desidera, minimo 0,69 dollari americani. Io ho lasciato dieci dollari ma credo che il disco non ne valga più della metà: è un piacevolissimo divertissement ma nulla di più.





Debunking the Segreto Istruttorio

22 01 2011

Il segreto istruttorio è stato abolito nel 1989. Sapevatelo.





Post disobbediente

15 01 2011

Il  pistolotto di seguito è una risposta a questo post di Masque sul Neurone Proteso;  lo copincollo qui perché là non riesco a pubblicarlo per intero. Non ho voglia di scrivere un post più dettagliato, quindi per capire il contesto dovete leggere il blog originario.

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Per tutto il medioevo, la ragione/ragionevolezza si è trovata ad essere il fondamento del diritto e soltanto con l’illuminismo questo ruolo è stato sostituito dalla volontà. La volontà del legislatore crea la legge cui bisogna obbedire perché legge, cioè perché creata/pensata (diciamo grokkata) all’interno di un sistema preoccupato solo del corretto procedimento formale; la ragionevolezza della norma non conta. Per me questo basta per dare una risposta positiva alla famosa domanda “è giusto disubbidire alle leggi ingiuste?”. Però tutt’oggi certi costituzionalisti continuano a ribadire, nei manuali di diritto per le università (!), che l’obbedienza è dovuta indipendentemente dal contenuto della norma. Anche se dovesse farci orrore (ricorda qualcosa?).

Due rilievi:
1. in un periodo come quello medioevale in cui la religione ha un ruolo dominante nei rapporti sociali le parole ragione e ragionevolezza non possono che essere sinonimo di Dio; ma non è assurdo pensare ad una ragione laica e progressista come base per il diritto (anzi, è auspicabile);
2. per tutto il medioevo non è mai esistito uno stato come lo intendiamo noi. I principi non avevano alcun progetto unitario e organico e soprattutto legiferavano solo per regolare i rapporti “internazionali” e il mantenimento del potere. Quello che chiameremmo diritto civile veniva estrapolato dai fatti (dalla prassi) e interpretato dai giuristi. Le norme più importanti (diritto civile) non promanavano dal potere costituito: la società “creava” il diritto e il principe si limitava ad accettarlo.

Dopo l’illuminismo siamo giunti al monopolio statale sulla produzione di tutto il diritto sull’assunto per cui la volontà del legislatore dovrebbe coincidere con quella del popolo; ed è questo il problema delle democrazie: la minoranza è costretta a subire l’ideologia che la maggioranza plasma nella legge.

Fortunatamente molti giuristi insistono sulla necessità di riavvicinare il diritto alla società e quindi garantirne un’evoluzione più soddisfacente e vicina al popolo (invece di dover soggiacere alle voglie di chi comanda). Come? Eliminando il monopolio del legislatore e permettendo anche alla società di creare diritto.

Esempio (scusate le ripetizioni): gli omosessuali possono vivere di fatto come coppie di fatto. Far adottare loro bambini non crea, di fatto, problemi né ai bambini né al resto del mondo. La soluzione più ragionevole? Permettere tutto questo senza bisogno che lo stato dia il suo assenso; lo stato dovrà accettare la fattualità e la non dannosità del comportamento.





Considerazioni definitive sul 14 dicembre 2010

15 12 2010
Numero 6 Nuda

Numero 6 Nuda





Brothers of Pilgrim

19 11 2010

Riemergo dal biostrato di Starcraft 2 per una breve segnalazione cinematografica: oggi uscirà nelle sale italiane Scott Pilgrim Vs the World, film bellissimissimo di Edgar Wright, già regista dell’ottimo L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead) e Hot Fuzz che non ho visto.

Che dirti di Scott Pilgrim? È tratto da un buon fumetto e omaggia il mondo degli adolescenti cresciuti a suon di videogiochi e musica d’essai (emh…): troverai l’intro universal a 8-bit con sottofondo midi, combattimenti assurdi a la Street Fighter, personaggi stravaganti (e ben interpretati), musichine dalla colonna sonora di Zelda, sfide con armi pixellose, maestri di antiche tecniche psichiche vegane, cinesine  esperte di arti marziali (ovviamente!) e pericolosissimi ex-fidanzati.

Se non ti piace questo film you are not my friend! Leave the hall!

Ramona V. Flowers

Ramona V. Flowers





Due parole su questioni di vent’anni fa

29 06 2010

* A qualche mese dalla conclusione di Lost il mio giudizio sulla serie è sempre più negativo. Quello che più mi infastidisce è la degenerazione del confronto fede/ragione in fanatismo/ragione. Dalla quinta stagione in poi i pochi che ragionano di testa propria fanno una brutta fine, sono malvagi o si convertono al fanatismo lockiano. Vedere personaggi ben caratterizzati perdere la propria personalità per obbedire ad ordini incomprensibili provenienti da fonti ambigue è stato il colpo di grazia ad una serie agonizzante.

* Una serie molto valida passata totalmente inosservata (difatti cancellata alla prima stagione) è John from Cincinnati.  Surreale e allucinata, ben recitata, mi ha ricordato per molti aspetti Twin Peaks. Non per l’atmosfera grottesca e alienante da provincia di montanari, però: John è ambientata in una spiaggia della California al confine col Messico e si concentra sui drammi di una famiglia di surfisti. Se vi piace il drama surreale datele una possibilità.

* Twitter è davvero divertente. Peccato che certuni (Neil Gaiman) indugino troppo su quisquilie tipo “sto spazzolando il cane”, rendendo la lettura un po’ fastidiosa. Comunque, col solito ritardo, mi son creato un account pur’io. Notevole che wordpress permetta di incorporare la timeline nei widget (che frase da nerd)… o forse è una cosa ovvia e sono io ad essere rimasto indietro.

* Uscirà ad agosto Scott Pilgrim vs the World, diretto da Edgar Wright, la mente dietro il buon L’alba dei morti dementi.  Dal trailer pare il film dell’anno.





Lost, alla ricerca dei midichlorian

12 05 2010

Post spoiler free, viene citato solo l’episodio 18 della prima stagione.

Lost è alla deriva sin dalla prima stagione: episodio 18, Numbers, dove nei flashback Hurley vince alla lotteria usando i numeri per poi essere perseguitato dalla sfortuna. Nonostante le speranze da fan sembrava quasi naturale che l’unica risposta soddisfacente al Perché? potesse essere un perché sì (= perché lo vuole l’isola che è un dio, ad esempio). Aggiungiamoci i problemi fisiologici di una serie televisiva: rinnovo contratti, attori irresponsabili, esigenze di rete… risultato? Si naviga a vista.

Lost però piace. Io la considero una serie davvero ottima fino alla quarta stagione. Dopo inizia a calare un po’. Si può o non si può essere d’accordo, ovviamente. Quello che trovo un po’ sterile è l’affamata ricerca di risposte che monopolizza interdent. Il topic  presente sul forum di ComicUS nella sezione Comics2Film calza a pennello. Soprattutto le domande di pagina 16 (attenzione, si tratta di spoiler sulla puntata 6×15). Perché porsi tali domande? Tutti vorremmo delle risposte ma sappiamo che difficilmente potranno soddisfarci (o addirittura arrivare) sin dal già citato episodio 18. Era legittimo avere delle aspettative all’epoca, ma oggi non più: difatti visto l’andazzo molti hanno abbandonato Lost da anni. Volete continuare? Ok, ma ormai dovreste aver capito come funziona ‘sta lost experience. Non meravigliatevi se il tutto finirà con un perché sì.

Se fosse per i fanz dei forum Lost arriverebbe a questo punto:

Fanz: Perché Anakin Skywalker è il prescelto?
Sceneggiatore: Perché è speciale.
Fanz: Perché è speciale?
Sceneggiatore: Midichlorian nel sangue.

Hmm… meglio fermarsi prima, con le domande: le risposte potrebbero non piacere.

Doutzen Kroes








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